Intervista tradotta da Pat's Fantasy Hotlist - 2006

1) C’e’ un personaggio per il quale ti diverti o ti sei divertito particolarmente a scrivere? E perche’? Sullo stesso piano, c’e’ un personaggio del quale non ti piace proprio scrivere ? Per quale ragione ?

Per me e’ importante gustarmi i personaggi di cui scrivo, o piuttosto, quelli di cui sto usando i punti di vista. Ho bisogno che ci sia qualcosa di intrinsecamente interessante in loro. Spesso e’ qualcosa per nulla palese. Nella vita reale, le persone non ti dicono quale sia il loro personaggio --- ma viene rivelato poco alla volta da quel che dicono e da quel che fanno. Sotto questo punto di vista la persona e’ ineffabile, ed io nello stesso modo cerco di renderla nella mia finzione. Cosi’, io avro’ o una storia completa del personaggio che sto utilizzando, o solo le sue ossa se quella persona e’ “nuova” nella serie. Per ossa intendo dire che esiste un significato per la loro storia, ma non tutti i dettagli vengono alla luce --- e questo e’ proprio il modo in cui io ne scrivo nella prima stesura --- cosi’ io cerco di iniziare con lo stessa sensazione di mistero che si prova con ogni nuova persona che si incontra nella vita reale. Comunque, non mi dispiace scrivere di nessun personaggio, anche dei piu’ spregevoli. Per quel che riguarda quelli che prediligo, anche qui, e’ una cosa intangibile, perche’ ogni personaggio trasmette qualcosa di diverso. Per Karsa Orlong, ad esempio, e’ il suo barcamenarsi attraverso le cose, sia verbalmente che fisicamente, e spesso con modalita’ che minano alla base i cliche’ relativi ai “barbari” o, anche piu’ piacevole per me, le convenzioni proprie del genere. Da un lato piu’ calmo, mi son divertito a scrivere di Apsalar e Scillara nei “Bonehunters”: che rappresentino degli opposti tematici con legami romantici verso un personaggio particolare , non fa che rendere il tutto piu’ affascinante . Comunque io non mi spingero’ mai ad una estrema caratterizzazione dei personaggi --- va a finire che ci sara’ qualcuno tra i miei lettori che preferirebbe che lo facessi. Beh, pazienza.

2) Quale pensi sia la tua forza come scrittore/narratore ?

Beh, suppongo il preparare le cose e poi far capitare l’inaspettato.. Con motivazioni ben nascoste in molti dei personaggi principali della serie, penso io possa continuare a sorprendere i lettori. L’ho fatto alcune volte anche nei “Bonehunters” , incluso quel che chiamo un inverted double-bind stick-the-knife-in reversal thing (non ben traducibile, ma che rende ben chiaro il concetto)… ma non voglio raccontarvi di piu’. Anni fa, quando stavo imparando l’arte della fiction a degli workshops universitari in Iowa e a Victoria, notai una peculiare avversione verso certi elementi della fiction narrativa; principalmente , la trama e il dramma. Nessuno dei due, sembrava, fosse consono alla letteratura seria. La trama andava bene per la letteratura di genere; meglio i personaggi che non facevano nulla e chiacchieravano molto, ma che nel farlo chiacchieravano di niente, con l’idea che il tutto dovesse condurre ad una qualche profonda epifania ma che in realta’ portava a sguardi vacui tra i presenti nella classe. Per quel che riguarda il dramma, il dramma era out. Questo era il tempo dell’ascesa della Scuola Cinica della Fiction. Nel frattempo ci veniva insegnato che il vero dramma non esiste, e che qualsiasi tentativo di inserirlo nella fiction era in realta’ melodramma. In altre parole, poiche’ il mondo era quel che era , e la fiction il suo riflesso piu’ fedele, non esisteva una cosa come un’emozione procurata – niente di duro e forte nella fiction poteva essere realmente genuino. Perche’? Perche’ era duro e forte, naturalmente. Ed io ero li’, tranquillamente imprecando contro tali idee, a scrivere della fiction “seria” su persone che facevano effettivamente qualcosa e su cose che effettivamente capitavano, spesso dure e forti e con i risultati che vi potreste aspettare. La sola gloria venne quando scrissi della pura commedia, probabilmente siccome la mia commedia era di natura cinica, sarcastica. Solo che le cose per le quali io ridevo, non sempre erano le cose per le quali ridevano gli altri. Si potrebbe dire che son finito nella scrittura di genere per poter usare sia la trama che il dramma, e ci potrebbe essere del vero in questo. E’ difficile essere analitici su cose simili. Dopo tutto, io amo leggere Omero e Omero e’ carico di dramma. Sgradevole dramma , brutale. Puo’ essere anche un caso di posto sbagliato e momento sbagliato. Che probabilmente e’ la cosa piu’ verosimile, cosi’ mi fermero’ qui.

3) Che autore ammiri ?

Ce ne sono a mucchi. John Gardner, Gustav Hasford, Mark Helprin, Atwood (no, scherzavo per quest’ultimo. Non l’ammiro proprio), qualcosa di Doris Lessino. Nel genere fantasy, penso che Robin Hobb sia una scrittrice molto intelligente e sottile. Ahime’, in questi giorni non leggo molta fantasy, sebbene mi sia gustato l’ultima uscita di Tim Lebbon e sia molto interessato a vedere quali riscontri otterra’ il primo racconto di David Keck…

4) Prima della pubblicazione della sua edizione americana, la casa editrice Tor Books ti ha permesso di metter mano a un certo numero di incongruenze trovate in GARDENS OF THE MOON. E’ previsto che tu faccia lo stesso con la versione inglese?

No che io sappia. Non ce n’erano molte – una importante correzione sul sesso di un personaggio – ma per il resto erano di poco conto.

5) Ora che molti puristi ed ammiratori ti considerano uno dei migliori autori fantasy al mondo, senti una maggiore pressione nel momento in cui ti accingi a scrivere un nuovo capitolo della serie?

Se c’e’ pressione, ha a che fare con la gestione del tempo – la stesura di THE BONEHUNTERS ha soprattutto implicato un mucchio di riscritture, data la sua lunghezza – e quindi il dover trascurare qualsiasi altra cosa in quel periodo. Nello stesso tempo ho dovuto rivedere alcuni altri miei scritti, poi la TOR mi ha mandato in un tour di incontri con ammiratori (per sessioni di lettura ed autografi) sulla West Coast che , pur essendo divertente, mi ha sottratto sempre 5 giorni dall’attivita’ schedulata di scrittura. Sicuramente, questo tipo di pressione esiste. Per quel che riguarda invece la pressione dovuta alle aspettative dei lettori, la risposta e’ no, assolutamente. La vicenda e’ gia’ ben delineata per me, quindi io so cosa sto facendo (spero che questo tranquillizzi i lettori, piuttosto che esser presa come semplice mia vanagloria – davvero, so quel che sto facendo!) e posso vedere la luce alla fine del tunnel. Come menzionato precedentemente, sono abbastanza sicuro che sorprendero’ i lettori con gli eventi futuri, con un numero sufficienti di intrecci e capovolgimenti da convincerli a continuare a leggere.

6) Quale pensi sia stato il momento piu’ difficile dell’intero processo di scrittura delle Tales of the Malazan Book of the Fallen ? Ogni nuova aggiunta, svela ancora ulteriore profondita’ per una serie che ha mostrato gia’ quanto sia ricca e complessa realmente. Qual e’ stata la scintilla che ha generato l’idea che ti ha spinto a scrivere la serie?

Per la prima domanda su quale sia stata la parte piu’ difficile, la risposta e’ duplice : primo , trovare un editore; secondo, convincermi che scrivere la serie era stato davvero cosi’ facile come era sembrato e continua a sembrare – voglio dire, dovrebbe essere difficile, giusto ? Le vicende della trama sono cosi’ ripiegate ed intrecciate che sembrerebbe difficile uscirne. Tuttavia arrivo al termine, nei tempi giusti e soddisfatto. Sembra impossibile. Per esempio, non mi sono mai trovato bloccato una sola volta nell’intera scrittura di MIDNIGHT TIDES. Neanche una pausa di mezzora. A volte mi sono sentito come uno spettatore davanti all’intero processo creativo. Piu’ o meno lo stesso e’ capitato per THE BONEHUNTERS ed ora per REAPER’S GALE. Semplicemente il flusso di parole scorre via. Spaventa a pensarci. Per la seconda domanda: beh, le scintille sono state tutte cose negative, frustrazioni di fronte alla sconcertante predicibilita’ del genere fantasy. Il voler scrivere qualcosa di fantasy che mi sarebbe piaciuto leggere come lettore (e non solo a me, ma anche a Cam (NOTA DEL TRADUTTORE: Cam Esslemont, cocreatore del mondo Malazan) --- l’unico lettore che io considero nella mia testa mentre scrivo).Il voler liberarmi di quell’inesauribile spazzatura a sangue blu quasi medievale con coscienza di classe. Il volere un mondo fantasy multiculturale come il nostro (la preponderanza di eroi dalla pelle bianca e principesse bionde … gente, in che secolo siamo?). Il volere un mondo fantasy con una storia che vada al di la’ del Signore Oscuro di trecento anni prima che ha trovato una roccia che lo aiutera’ a sorgere ancora e fare, oh, cose malvagie; un mondo con geografia e geologia , ecc. Sicuro, ci sono anche delle cose buone la’ fuori, ma non era abbastanza. Forse non lo e’ ancora.

7) Se andassi indietro nel tempo, che consiglio daresti al giovane Steven Erikson riguardo alla sua carriera di scrittore ?

Trovare la pozione magica che semplifichi GARDENS OF THE MOON. Deve esistere. Il problema era/e’ che io non ci vedo niente di confondente. Mi piacerebbe poterlo vedere o averlo visto cosi’, ma non e’ cosi’. Inoltre non ho ancora una risposta su come scrivere la storia che volevo scrivere allora. Povero giovane Steven Erikson – mi dispiace, amico, te la devi cavare da solo.

8) Il World Fantasy Award è un premio cui miri ?

No davvero. Sarebbe bello, nel caso, ma non mi ci rivolto nel letto la notte rimuginandoci. Essendo stato un giudice --- beh , non importa --- il regolamento non permette la partecipazione a libri di un ciclo (escluso il primo naturalmente). Tuttavia, sarebbe bello avere una categoria speciale per i cicli.

9) quali sono gli aggiornamenti riguardo i progressi di REAPER's GALE? è possibile che esca un anno dopo THE BONEHUNTERS?

dal mio punto di vista, il progresso è buono. La prima metà di un romanzo, per me, prende sempre più tempo della seconda. E’ dove tutto si prepara, dopotutto. la seconda metà è lo svolgimento delle conseguenze, che significa più azione (drammaticità?), che è sempre più veloce da scrivere. Sono a questo punto centrale di Reaper's Gale giusto ora, quindi il progresso è buono. Da un punto di vista più vasto, comunque, la mia data di conclusione non concorda con la data d'uscita. THE BONEHUNTERS l'ho completato la scorsa primavera, dopotutto. Misteriose arcane magie coinvolgono le case editrici quando determinano le date d'uscita. Me ne lavo le mani.

10) Quale intensiva ricerca si cela dietro la scrittura di TALES OF THE MALAZAN BOOK OF THE FALLEN ?

Nulla di specifico riguardo la serie. La ricerca è qualcosa che faccio per divertimento, su qualsiasi soggetto. Fisica quantica e post-quantica, la vita e i tempi di Ghengis Khan, Seahenge, Itaca dell'età del bronzo, la religione lakota, le guerre moderne,le guerre antiche, primatologia, paleoantropologia, paleontologia, pianeti simili alla Terra, biologia, le crociate, culti cargo, i templari, la politica, critica lettereria - queste negli ultimi sei mesi, mi pare. Strani dettagli mi resteranno in mente e occasionalmente si manifesteranno quando scrivo, oppure mi daranno un nuovo modo di vedere qualcosa. Riempire un mondo intero e tutte le sue culture è una delle cose che mi piace di più, ma è anche la più grande sfida. Non voglio stretti legami culturali tra l’ethos (La norma di vita, spec. in quanto oggetto di indagine o classificazione storico-filosofica n.d.t.) malazan e il nostro – il nostro compresi i canoni della scrittura fantasy passata e presente. Allo stesso tempo, la realtà inevitabile è che si incontreranno degli archetipi –e, facendo essi parte della nostra natura, è impossibile sfuggire loro, specialmente quando si scrivono cose dal sapore tragico.

Uno dei miei primi dispiaceri nel preparare una lunga serie è stato riconoscere che, dopo gli anni passati a scriverla, la mia prospettiva sarebbe cambiata. Pensavo che sarebbe stato un problema, siccome gli elementi tematici dei libri più avanti sarebbero stati sfasati rispetto a quelli precedenti. Ho smesso di preoccuparmene - un pò perchè è inevitabile, e non posso riscrivere continuamente la stessa storia - così come i personaggi evolvono, anche uno scrittore dovrebbe. Gli interessi fioriscono e svaniscono ed è così che va. Adesso vedo quest'evoluzione come una spinta positiva.

Tornando alla questione. la ricerca è stata parte della mia educazione scolastica e del lavoro sul campo. Questo lavoro sul campo è stato esclusivamente archeologico, non antropologico. Ma mi sono accorto che l’ antropologia è come la sociologia e la psicologia - la puoi osservare attorno a te, non conta chi sei. E l'archeologia mi ha portato in posti in cui non mi sarei mai avventurato, e mi ha dato molto da osservare in un modo più antropologico (tre mesi con un gruppo di sette persone in terre selvagge modificano in modo abbastanza marcato gli aspetti della condizione umana ( ”pretty much runs the gamut of the human condition” : gamut è la gamma di colori che un dispositivo è in grado di produrre, o riprodurre, o catturare e, generalmente, è un sottoinsieme dei colori visibili. N.d.t.) )

11) La serie ha guadagnato quello che si può meglio definire come un seguito degno di culto. Comunque, ci sono molti dubbi sul fatto che questa diventi una serie di “tendenza”. Con ciò in mente, quant'è grande la ricompensa nel vedere il successo che questa serie ha avuto e continua ad avere tutt’oggi?

Sicuramente sembra il caso in cui la gente o odia la serie o la ama; e anche riguardo l’ultimo c’è un certo consenso riguardo a cosa funziona e cosa no. Quella parte è alquanto elusiva, lo ammetto. La serie di opinioni dei i miei lettori spesso mi lasciano a bocca aperta, e sto scoprendo che devo essere prudente a visitare i fansite troppo spesso-alcune cose che leggo possono buttare veramente giù. Scrivere è un attività isolata, e ci sono volte in cui essere isolati è proprio ciò che lo scrittore necessita. Con internet che provvede ad una veloce, potente ed interattiva valutazione, ed un forum per le speculazioni, critiche e così via, ha il potere sia di animare lo scrittore sia di umiliarlo. Ora, siccome è una cosa completamente legittima e non vorrei mai che i fan trattenessero le loro opinioni – allora il problema della disciplina riguarda me, non loro, ed è una delle maggiori ragioni per cui sono diventato un visitatore meno frequente. Detto ciò, l’opinione dei lettori è importante - specialmente nell’individuare errori nei dettagli, nella continuità e cose del genere. Non si fanno sfuggire nulla. Animali! Non l'avrei voluta in altri modi, comunque.

12) So che GARDENS OF THE MOON è stato tradotto in francese. Qaunte vendite straniere è stato in grado di assicurarsi?

Per un pò di tempo queste edizioni sono arrivate alla mia porta - polacca, ceca, greca, olandese, tedesca, etc. Non una o due copie ma dieci o venti - non ho idea di cosa farmene. Comunque, non sono sicuro di quanti diritti stranieri ho venduto, né delle lingue concernenti. Ma ragazzo, alcune delle copertine!

13) Quali aggiornamenti ci sono riguardo il progresso delle prossime novelle? Nulla di nuovo che vuole dividire con i suoi fans? Qualcosa che sazi il loro appetito...

Bene, sto per mandare a Pete Crowther (ps publishing) un altro racconto su Bauchelain / Korbal Broach quest’anno (2006); mi ha pure chiesto un'altra storia breve con questi personaggi e dovrò obbedirgli (è dura dire no a Pete - è troppo gentile, dannazione). Quando ho cominciato a scrivere, era esclusivamente in storie corte. Certamente una delle più difficili forme di narrativa - mi levo il cappello a tutti quelli che continuano a farle. E vedo che io sto pensando di fissarne una dopo tutti questi anni.

14) E’ stato informato che è considerato uno dei migliori scrittori di questo genere? Dove pensa di stare nel campo del fantasy?

Dietro i poppanti. Non lo so e non ci penso molto, mi spiace.

15) Il fatto che ci sia un website dedicato al suo lavoro è un indicazione che l'interazione con i lettori è importante. So che non ha avuto la possibilità di farlo per un pò, ma quanto è speciale avere una chance di interagire direttamente con i suoi fans?

ah, guarda i miei commenti sopra.

16) Senza anticipare nulla, che ci può dire di THE BONEHUNTERS? E’ soddisfatto di come si è sviluppato? C’è qualcosa che vuole condividere riguardo REAPER’S GALE?

THE BONEHUNTERS è grosso. Non l'ho capito subito, ma poi ho realizzato che le parole contavano. La ribellione a Sette Città aveva bisogno di svilupparsi ed è quello che il romanzo fa, più o meno. Alcune delle linee-trama collegano MIDNIGHT TIDES un po’ più strettamente agli altri; e REAPER’S GALE renderà più fitto l’intreccio in modo considerevole. THE BONEHUNTERS è pieno di cose imperiali- la politica, e come le leggende possano essere riadattate e riutilizzate per adattarsi al presente. Non voglio dire troppo, ma potrebbero esserci un pò di urla di oltraggio di tanto in tanto.

17) ci sono voluti tanti anni per trovare un editore americano. Nel passato, hai protestato dicendo che tutti avevano rifiutato dicendo che i libri fossero troppo complessi per il pubblico statunitense. Non sarebbe più accurato dire che la serie è probabilmente troppo vasta per l'obiettivo di molti editori?

Non l'ho pensato, me l'hanno detto in faccia. Lo stesso fu per i miei agenti. Non ricordo nulla concernente la lunghezza della serie. Un sacco di serie lunghe sono originarie degli Stati Uniti, quindi non penso sia mai stato un problema.

18) E’ sorpreso dallo scarso supporto che ha ricevuto dai media canadesi? Lei e Scott Bakker siete considerati tra i migliori autori fantasy lì, ma sembra che entrambi abbiate ricevuto uno scarso riconoscimento nel vostro Paese.

Sorpreso? no. Ho avuto le mie buone ragioni per fare un pacco dei miei manoscritti e trasferirmi in UK. Se sviluppo questo argomento, Patrik, andrei avanti per ore. Il Canada è un paese strano. Sembra che gli piaccia avere dieci grandi scrittori attorno in contemporanea - e alcuni di questi sono grandi solamente perchè la gente in qualche Paese li ama per qualche piccola citazione nei premi. E questa è la parte “letteraria”. Auguri a tutti gli aspiranti scrittori di fantasy, non c’è una possibilità. Ricordati, non è di aiuto quando altri scrittori canadesi di fantasy e fantascienza sminuiscono il genere nelle interviste (io scrivo finzione ‘speculativa’) Si, bè, tutta la finzione è speculativa...

19) Sei perplesso del fatto che Tor Books non ti crei un mercato piu aggressivo? L'immenso successo di scrittori quali Jordan e Martin dimostra che c'è un mercato per serie vaste nello scopo e nella qualità. Ma sembra che la Tor non stia facendo molto chiasso attorno ai tuoi libri.

La prendo con filosofia. Meno tempo sulla strada per me significa piu tempo per scrivere! La Tor sta facendo bene.

20) Come archeologo ed antropologo, pensi di influenzare i tuoi racconti in una maniera che uno scrittore ordinario non saprebbe fare?

Non conosco nessun ordinario scrittore, ad essere onesto. Siamo tutti stranamente deviati. In ogni caso, queste discipline non sono codici segreti - ci sono più libri in uscita di questi soggetti per gli interessati ora più che mai (lo so, ne compro la maggior parte). Penso che sia essenziale per ogni scrittore cercare di ricreare un nuovo mondo o una cultura per fare un pò di lavoro di base prima di tutto. Tenere in mente che tutte le umanità hanno basi teoretiche che a volte traballano, forzando nuovi paradigmi nel campo - e c’è una ripercussione-ovvero che qualcosa nella paleobotanica può cambiare l’approccio archeologico sulle culture preistoriche risiedenti vicino ai ghiacciai, per esempio; che tendenzialmente altera punti di vista sulle prime popolazioni del Nuovo Mondo, che può poi mandare a quel paese cento anni di dogmi radicati. E raccontare tutto questo rivela qualcosa della psicologia umana e le caratteristiche tribali dell'accademia, includendo razzismo, sessismo e fascismo intellettuale.Ne ho letti tanti così. Alcune impronte umane sono state trovate in Messico, in un letto di lava solidificata vulcanica. Inizialmente datata a 13000 anni fa. Bè, sembra un pò troppo presto per alcuni (leggi sopra sui dogmi), così una seconda squadra è andata a guardare. Hanno osservato le impronte, confermato che erano state fatte quando la lava era fango. Poi hanno proceduto alla datatura con potassio-argon sul materiale vulcanico, e hanno ottenuto una data fissa di 1.3 milioni di anni. La loro conclusione? Non erano impronte di piedi. La mia vecchia maestra delle superiori gli avrebbe ululato contro. Comunque, le discipline sono mobili, che è un’ottima cosa, come direbbe Martha Stewart. Così, per i propositi di ricerca, prendete tutto con le pinze.

21) qualche novità riguardo l'adattamento in RPG del Malazan empire?

Si. No. Una compagnia (PCI) ha espresso interesse e ne stanno discutendo col mio agente. C'è voluto un pò di tempo. lo stesso per Dabel Brothers che sta realizzando una graphic novel di Gardens of the Moon.

22) qualche possibilità di veder pubblicata una mappa del mondo dell'Encyclopedia per soddisfare gli amanti della geografia quaggiù?

Siamo tutti su quella mappa. Ho imparato a non fare promesse affrettate. Esiste. Pochi l'hanno vista.

23) Leggendo i libri, si ha l'impressione che l'Impero sappia che qualcosa di grosso stia per accadere e si prepari per esso (ad esempio Laseen che prende il potere, Kellanved e Dancer che ascendono, l'inversione delle posizioni, essere sicuri che il Maestro del Mazzo fosse un Malazan - anche se qui sembra che sia stato un evento fortunato - stipulare alleanze con creature potenti, etc...) Vorresti fare un po’ di luce solo su quanto l’Impero ha saputo in anticipo? Niente di grosso, solo degli assaggi…

Ora,c'è una linea-trama centrale nella serie. Ma per chiarire, l'Impero non sa nulla - l'imperatore e la sua spaventosa corte potrebbero essere un altro problema. E per Laseen, bè, è piuttosto indaffarata in questi giorni...

24) Il misterioso continente Assail sarà visitato in uno dei prossimi 4 libri?

No. non da me, comunque.

25) Abbiamo già incontrato Fisher Kel Tath nella serie? e se no, lo incontreremo?

No, non l'abbiamo ancora incontrato. Ho pensato ad una sua apparizione, ma devo parlarne con Cam, siccome il racconto di Fisher è giustamente integrato con un romanzo progettato da Cam nel mondo di Malazan.

26) Avremo una linea temporale definitiva per l'impero Malazan, accanto alla cronologia per il mondo intero?

Suppongo che ,quando saremo verso il completamento dell'Encyclopedia , finiremo con l’avere di che strisciare in quella casa dei divertimenti

27) bè, graze ancora per aver accettato quest'intervista. le auguro un continuo successo, e i migliori auguri per l'uscita di THE BONEHUNTERS

Grazie, Patrick. Saluti, Steve.

Traduzione by StormbringerTheReal, Anomader Rake e Laseen.