

Intervista a Steven Erikson - 2003
Steven Erikson
Età: 44
Residenza: Winnipeg, Canada
Stato civile: sposato
Figli: un bambino,13
Hobby: scherma, canottaggio, hockey
Libro o Autore preferito: Omero
Prima volta che ha provato a pubblicare qualcosa: 1981, una storia breve in un concorso a Winnipeg, "Wooden Trucks", arrivata al secondo posto.
Autori che più l'hanno ispirata: Omero, John Gardener, Steve Donaldson, Roger Zelazny, R.E. Howard, E. R. Burroughs, Glen Cook, Mark Helprin, G.K. Chesterton, anonimi (Beowulf, Gilgamesh…)
Scuola frequentata: University of Manitoba, BA-Anthropology/Classics/History; university of Victoria, BFA-Creative Writing/film Studies; University of Iowa, MFA, Writer’s Workshop
Opere pubblicate: come Steve Lundin: ‘A Ruin of Feathers’, ‘Stolen Voices’, ‘Revolvo’, ‘This River Awakens’; come Steven Erikson: ‘Gardens of the Moon’, ‘Deadhouse Gates’, ‘Memories of Ice’, ‘House of Chains’, ‘Midnight Tides’, ‘Blood Follows’, ‘The Healthy Dead'
1) Ci parli di come è stato pubblicato il suo primo libro
Il mio primo libro, "Una rovina di piume", è qualcosa che viene chiamato un ciclo di storie - una dozzina circa di racconti brevi legati allo stesso personaggio. Riguarda un lavoro archeologico e un viaggio in america centrale nei primi anni ottanta. Metà di quel libro ha compromesso la mia tesi per il master nell'Iowa. Il mio consulente esterno era uno scrittore chiamato Peter Nazareth, e mi suggerì di mandare alcune di quelle storie ad un editore canadese, TSAR. La mia speranza era che la TSAR comprasse una di quelle storie per le loro riviste, e invece mi scrissero che volevano l'intera serie. Scriverlo è stato possibile grazie ad una borsa di studio del Consiglio Canadese. Una stranezza è che la TSAR ha usato uno dei miei dipinti ad olio per la copertina. Ha! Non mi aspetto che capiti nuovamente.
2) Come ha cambiato internet le sue relazioni con i lettori e/o gli editori?
Internet ha cambiato (potenzialmente, se l'autore è preparato a comunicare con i lettori) la relazione tra gli artisti e il pubblico, solitamente migliorandola. Il volume di riscontro è qualcosa che non si era mai visto prima (firmare autografi non conta, penso), ed è globale. Fino a qualche tempo fa avevo regolari contatti con un sito di fan, Malazanempire.com, facendo delle sessioni di domande e risposte ogni sei mesi circa. Non sono più stato in quel sito per qualche tempo, ma penso che ci tornerò. Questo è stato un anno impegnativo: non solo due ristampe (GotM e Blood Follows), ma anche cinque libri in uscita!
Allo stesso tempo, c'è un potenziale pericolo di rimanere intrappolati in tutta la questione - gli scrittori non hanno bisogno di scuse per perdere tempo, e internet è una valida minaccia. In più, diamine, tutte quelle opinioni! A volte leggi roba buona, altre volte ti cade la mascella a terra (molto raramente nel mio fansite, ovviamente) e rimani lì seduto, perplesso, confuso e scombussolato. Ma è un buon ed umile promemoria sul fatto che sia i geni che gli idioti hanno delle opinioni.
Gli editori stanno sempre più ricavando vantaggi da internet per via della promozione gratuita, e questo ha senso. Il mondo gira sulla parola della bocca, dopotutto.
3) Lei ha preparato un ambiziosa saga di dieci libri. Come ha scelto il dieci (un numero magico), e cosa ha intenzione di fare se nuove idee vengono, per esempio, quando ha finito di scrivere il sesto libro? Come ha programmato di bilanciare questa "inesorabilità" con le nuove idee?
Quando ho programmato la trama, dieci mi è sembrato un numero prudente - ci avevo aggiunto due vecchi romanzi che erano completamente aperti riguardo alla storia, solamente i titoli significavano che se non fossi inciampato in nulla di nuovo avrei potuto incorporarli alla saga, poichè avevo il posto per inserirli. Sono andato avanti a programmare e tutto il resto. Adesso me ne rimane solamente uno per questa possibilità (siccome un altro spazio è stato utilizzato per una di queste "nuove" idee). Comunque la mia trama mi lascia abbastanza spazio per l'improvvisazione in ogni romanzo, o è quello che spero. L'inesorabilità deve essere bilanciata con la spontaneità, penso, altrimenti perderemmo tutti quanti l'interesse.
4) Ha dei personaggi preferiti (dei suoi, ovviamente)?
Ho dei personaggi preferiti temporanei, mentre scrivo ogni romanzo. Ma in generale, devo dire Karsa Orlong, Tronod'ombra, Kruppe, Iskaral Pust, Tehol, Bugg e Seren Pedac. Nuova lista: Udinaas, Fiddler, Bottle, Cutter/Crokus e Scillara (c'è un'anticipazione riguardo al sesto romanzo)
5) Quali influenze l'hanno aiutata a farla diventare lo scrittore di oggi?
Gli esoterici, in termini di scrittura.Per la prima volta, cercherò di fare delle categorie:
Struttura della storia: Ernie H. e John Steinbeck
Dialoghi: Zelazny/Cook/Hasford/Chesterton
Ritmo delle frasi: Gardner/Omero/Gli anonimi autori di Beowulf e Gilgamesh, e altri poemi epici
Temi: non le idee, ma gli imperativi morali: John Gardener
Caratterizzazione: Donaldson/Cook/Hasford/Alice Munro (a nessuno importa di inchiodare questo collegamento?)/Tim Powers/Paul Kearney
Ambientazione e esposizione: tutti gli scrittori russi che vorresti nominare (ha a che fare con l'animazione dell'ambiente e l'ossessione per i simboli)
Punto di vista: un eccezzionale numero di insegnanti del mestiere, inclusi W. D. Valgardson e Jack Hodgins
6) Che cosa ha letto negli ultimi tempi?
Fantascienza e libri non di narrativa, faccio avanti e indietro. Sono ossessionato dai romanzi su Marte, romanzi di conolizzazione di pianeti e narrativa distopica. Per il resto, tutta roba storica, un mucchio senza fine, più che altro storia antica.
7) Quanto tempo dedica alla scrittura?
Di solito quattro o cinque ore al giorno, nel pomeriggio (non sono una persona mattiniera), cinque giorni a settimana. Non posso fare di più, o mi andrebbe a fuoco la testa; in queste 4-5 ore scrivo ovunque dalle 3 alle 12 pagine, nel mio portatile, doppio spazio, in Times New Roman a grandezza 10. Quando vado a letto sto lì per un'ora a scrivermi le scene successive nella mia testa, e a volte me ne ricordo alcune. Ogni sessione inizia rileggendo ciò che ho scritto il giorno prima, e riprendendo da dove avevo concluso, sperando di riprendere la giusta ispirazione. Quando scrivo nei bar, mi metto gli auricolari ed ascolto qualcosa, possibilmente quello che qualcun altro non sta ascoltando.
8) Quando capitano quei momenti che la fanno pensare di non poter scrivere un'altra parola, che cos'è che la fa andare avanti?
Stranamente, non mi capitano.
9) Come si sente ad essere paragonato ad altri autori? (ad esempio George R.R. Martin e Glen Cook)
Dipende da come viene fatto il paragone! Onestamente, è grandioso. So da dove vengono le mie influenze, e vedere autori di quel calibro vicini alle mie opere significa più di quanto posso dire. Gli scrittori si prendono il loro pubblico, in qualche modo, scrivono per le persone a cui vorrebbero scrivere, e quando scoprono che ha funzionato, ovvero che le ha raggiunte, è una ricompensa unica. Tornando alla questione, non ho letto Martin e probabilmente non lo farò finchè non avrò finito la mia saga - è quello a cui vengo paragonato maggiormente, e ciò mi rende nervoso - meglio che non veda ciò che fa, libro per libro. Ho però capito che entrambi facciamo fuori i nostri personaggi. Fantastico.
10) Qual'è il suo punto di vista sull'uso di temi fortemente sessuali e violenti nella letteratura fantasy?
Che c'è molta più violenza che sesso; e forse riflette la nostra strana usanza occidentale che ci fa ritenere accettabile la violenza grafica nei media (film, televisione, ecc..) ma ammattisce se viene mostrata troppa pelle nuda. Voglio dire, qual'è il problema?
Nei termini della letteratura fantasy, spero che continui ad essere come il resto della letteratura (pur sapendo che i ragazzi giovani leggono un sacco di fantasy) - quello che molti bambini imparano non lo apprendono dai libri, ma dalla scuola, da casa, dalla televisione. Quello che i libri possono fare rispetto alle altre forme è fornire un contesto etico, in altre parole, ogni azione ha delle conseguenze e devono conviverci, buone o cattive che siano, per il resto delle loro vite. Nei miei romanzi fantasy c'è la violenza, a volte esplicita, ma mai insensata. L'umanità - in ogni senso del termine - richiede un rivestimento di sproporzione. Per gli atti di violenza ci devono essere gesti di umanità.
Ora, un sacco di libri non si prendono il disturbo di farlo, e come risultato, cosciamente oppure no, offrono una visione nichilistica del mondo. L'autore è pigro o un assoluto codardo. QUello che voglio dire è: lo scrittore non ha lavorato sufficientemente sodo, non ha applicato sufficientemente la diligenza mentale su ciò che sta sopra la storia che racconta, sulla visione del mondo che offre alla lettura, alle attitudini rivelate dalle particolari prese di posizione sulla realtà. Uno scrittore che pensa di avere tutte le risposte non è neppure vicino a conoscere la vera domanda che si disinteressa delle risposte. E uno scrittore spaventato o che non vuole sfidare i propri sistemi di credenze ha bisogno di più umiltà prima di mettere la parola successiva nella pagina.
Con un pò di consapevolezza della condizione umana operante nello scrittore, non c'è soggetto che non possa essere trattato, per quanto mi riguarda.
11) Quale tendenze sta vedendo in questo genere negli ultimi tempi?
Difficile a dire (Come tutte le previsioni). L'arte è sia un riflesso della realtà che una reazione. Stiamo assistendo, penso, ad un'insipida nascita del fascismo nel mondo, sia in scala individuale, della comunità sociale, sia a livello nazionale e internazionale. I ponti non sono più abbassati e la paura avanza nella notte. E, parafrasando Yoda, sappiamo tutti dove porterà.
Qualcuno una volta mi disse (e non so ancora se è vero) che, storicamente, il genere del fantasy raggiunge i suoi picchi durante i tempi di stress, di tensione mondiale e di guerra. Un'espressione del desiderio di fuga? Può essere. Una sorta di desiderio che vola via, almeno per un pò di tempo? Può essere. D'altronde, nella maggior parte dei romanzi fantrasy, il male non è mai nascosto, i buoni non sono mai deprecabili e vincono sempre alla fine. Quindi può essere che il fantasy raggiunge, per qualche insito bisogno di chiarezza, un mondo meno confuso e, alla sua maniera, meno spaventoso.
Ricorda, se è il caso, che io sono in pericolo, perchè i miei romanzi fantasy esplorano un mondo di malvagità travestita, di brutti buoni e di bei cattivi, e di vittorie che non provano nulla. oops.
Traduzione by Anomader Rake
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