sabato, 5 settembre, 2009, 03:58
Sono figlio delle mie inadeguatezze e il fatto di averne una visione così chiara dovrebbe migliorarmi e invece mi peggiora: imparare a dire agli altri quello che si pensa con delicatezza è difficile. Ho sempre avuto la vista acuta per quanto riguarda l'animo delle persone, anche quando si tratta di me riesco a leggermi chiaramente, spesso mi faccio delle gran ramanzine su come dovrei essere, con logica e chiarezza: so di essere presuntuoso in questo, ma so anche di sbagliare raramente quando mi giudico. Ma quanto mi aiuti tutto questo faccio sinceramente fatica a capirlo. Penso di non avere tantissimi difetti (anche se a volte mi piace definirmi "un ammasso di difetti ambulante", così, tanto per riempirmi la bocca di una frase che mi suona bene) ma quei pochi sono grandi, enormi e non riesco a togliermeli, continuo a ripetere gli stessi errori, ogni volta, ogni volta, ogni volta.
Aiutare gli altri è ancora più difficile: come fai a far capire a qualcuno che vorresti solo che si potesse vedere coi tuoi occhi? Allora tutto gli apparirebbe improvvisamente chiaro. Cerchi di spiegare con la logica (una logica magari anche corretta, pecco ancora di immodestia, ma me ne sbatto perchè sinceramente ne sono convinto e allora vaffanculo!!) qualcosa che per quella persona una logica non ce l'ha. Succede anche a me, l'ho detto prima, mi faccio delle gran ramanzine ma poi cosa risolve sapere dove sta il problema e quale è se non riesci a uscirne comunque. Forse alle volte dovrei solo abbracciare quelle persone e stare zitto, fargli sentire la mia presenza e cercare in qualche modo di alleviare il loro dolore, senza per forza riempirle della mia verità. La verità fa bene a volte, ma è un'arma che va gestita con cura, oppure rischia di scoppiarti in mano. Poi magari per sentirmi meglio gli dico anche "lo so che non è facile quello che ti dico". E allora che cazzo lo dici a fare con quel tono di chi ti sta spiegando come devi vivere la tua vita? Sarebbero autorizzati a rispondermi così, ma poi alla fine nessuno lo fa. E per forza!! Quando ti hanno appena spezzato le gambe sbattendoti in faccia i tuoi errori riesci al massimo ad accampare qualche scusa, vai tu a reagire se oltre al fatto che già di tuo stai male hai lì qualcuno che non fa altro che farti sentire un cretino perchè ti fa vedere chiaramente che la soluzione ce l'hai davanti al naso e non riesci ad afferrarla! E' un casino, e sono io il primo a viverlo sulla mia pelle, anche in questo momento, mentre mi sbatto in faccia i miei errori riesco solo a pensare che in fondo lo faccio "perchè non so come altro fare"... in parte è vero, ma allora com'è che non ti sforzi di cambiare, di dare una svolta?
Il primo punto è che ho serie difficoltà ad abbracciare: cioè, se uno mi abbraccia, e la confidenza è quella giusta, non mi dà fastidio e rispondo all'abbraccio senza alcun problema o remora. Ma abbracciare io? Quando mai!? Se lo faccio con un uomo mi faccio dei problemi perchè se sei maschio e abbracci un maschio ti dan del frocio... e a me di abbracciare qualcuno che sta pensando "ma che fa sto finocchio!?" dà noia. E infatti lo faccio solo con una cerchia ristrettissima di amici molto molto intimi, e anche con loro di rado. Con le donne non ne parliamo, fatte salve una lista di due o tre che sono per me degli esseri virtualmente asessuati (e Ornella, che sta all'estremo opposto, cioè ha un sesso chiarissimo ma abbiamo anche un rapporto particolare). Cioè, come fai ad abbracciare una donna e non fare in nessun modo collegamenti al sesso? Non è che non si può, è che io non ci riesco. E questo crea due tipi distinti di problemi: da un lato quelle che non trovi minimamente attraenti e di conseguenza ti dà anche un pò fastidio abbracciare e dall'altra quelle che trovi attraenti e di conseguenza ti senti in colpa ad abbracciare in modo innocente ma con un sottofondo inconscio di "dai, quasi quasi visto che i primi preliminari li stiamo già facendo ti infilo anche la lingua in bocca!". E' ridicolo, non è che voglio dire di non essere capace di abbracciare una donna senza pensare di scoparla, ma è appunto un sottofondo inconscio (io non lo penso, il mio uccello un pò si) che trovo molto fastidioso e che quindi mi spinge alla fine ad abbandonare l'idea. Insomma, in parole povere non so fare le coccole! Sembra una cazzata ma è un problema serio, perchè poi è da lì che nasce il fatto di cercare a tutti i costi di imbastire un discorso che, venendo imbastito in un momento in cui in realtà ci vorrebbe un abbraccio, finisce col diventare non solo inutile, ma addirittura dannoso. A questo punto si ritorna al punto di partenza, siccome sono una persona fondamentalmente piuttosto sincera, comincio a sciorinare in sequenza tutto quello che penso del problema. Aggiungici che spesso e volentieri ci becco ed hai ottenuto che il/la povero/a malcapitato/a si ritrova una cinquantina di pugnalate dritte e secche sul cuore. Anche perchè spesso parli con persone che non è che sono stupide, quelle cose le sanno benissimo e magari per un motivo o per l'altro non sono semplicemente ancora pronte ad affrontarle. Insomma essere sinceri e diretti ok, funziona, è giusto: però c'è modo e modo. Dovrei impararlo un pò.
Poi dico... ho 25 anni, sono single e faccio un lavoro del cazzo. Non cambio queste cose perchè? Perchè non ho voglia di crescere e darmi una mossa... io lo so, me lo dico, mi serve??? No, non ci risolvo un cazzo. Perchè mai spiegare agli altri i loro difetti dovrebbe in qualche modo aiutarli? Sarebbe come dire che leggere un libro su come sedurre una donna aiuti veramente a sedurla. Se sai cosa dovresti fare ma non riesci a farlo sei punto e a capo.
Boh... mi fermo qui per due motivi: 1) non ho più voglia perchè ho sonno e quindi sto scrivendo senza ordine logico; 2) ho bisogno di qualcuno su cui far rimbalzare questa serie irregolare di pensieri e vedere un pò cosa ne viene fuori.
Paolo.
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venerdì, 13 febbraio, 2009, 03:07
... e per la maggior parte del tempo mi ripeto che non ci ho capito un cazzo. Magari è tutto inutile, ma l'unica cosa che nessuno può togliermi è la voglia di ritentare ogni volta. Quella posso solo perderla io... e siamo ben lontani da questo. Però i soldi sono una forte tentazione.
Paolo.
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giovedì, 29 gennaio, 2009, 12:16
Ho realizzato di avere di nuovo abbandonato per un pò troppo tempo queste pagine e così ho deciso di realizzare il mio secondo intervento da utilizzatore del pinguino (e vedete che il titolo aveva almeno in parte un significato? Non metto titoli a caso... abbiate fede!). In questi mesi le mie capacità di utilizzatore del pinguino sono nettamente migliorate anche se sono ancora ben lontane dalla perfezione e anche dalla "competenza": diciamo che adesso non impazzisco più per fare le cose più ovvie e riesco a utilizzare il pc per le necessità standard (connessione wireless esclusa) senza problemi.
Oggi mi son messo a leggere il sito del Corriere della Sera e ho scoperto che l'immortalità esiste: esiste una medusa, la "Turritopsis nutricula", che vive in non ricordo quale oceano e che ha la capacità di invertire il proprio ciclo biologico e di ritornare allo stato di "giovinezza". Ebbene si, una volta terminata la riproduzione questa molliccia creatura torna dallo stadio di maturità a uno stato che senza alcuna accuratezza scientifica potrei definire "embrionale": in pratica ringiovanisce e questo processo, secondo gli scienziati dell'università di Lecce che l'hanno scoperta e studiata, pare potenzialmente infinito; in pratica, se ci si pensa, si può arrivare a pensare che in presenza di cibo e in un ambiente protetto da predatori e quant'altro, questa medusa potrebbe vivere per sempre. Sorgono ovviamente due pensieri:
1) A quando il primo coglione che crecherà di fondere il DNA umano con quello di questa medusa per cercare di rendere immortali anche noi?
2) Se questi aggeggi si riproducono senza mai morire quanto ci metteranno a invadere gli oceani?
A parte questo la vita scorre tranquilla, lavoro, esco, mi diverto... insomma nulla da segnalare.
Paolo.
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sabato, 30 agosto, 2008, 04:22
Queste pagine in qualche modo sono importanti per me quindi le riempio un pò prima che passi troppo tempo.
Stasera ho riavuto conferma che a volte un pò mi faccio male da solo, nulla di importante, è stato un attimo e non mi va nemmeno di spiegarlo, a nessuno questa volta, proprio a nessuno, non voglio spiegare il perchè; è stato un attimo così breve che non saprei nemmeno descriverlo, una fitta veloce, forte e poi non c'era più, ma che mi ha ricordato che sono un nostalgico del cazzo. Semplicemente mi va di tenere questa piccola ferita come un tesoro per me, qualcosa di solo mio, qualcosa di piccolo. Nello stesso tempo sentivo il bisogno di scriverlo, credo che dopo quasi un anno nessuno legga più tutto questo, quindi mi sono sentito libero.
Per lo stesso motivo di cui sopra mi sento libero anche di vantarmi un pò: quasi un anno fa, su queste pagine, scriveva un ragazzo, oggi mi sento uomo, uomo davvero, mi sento pronto, mi sento sicuro di me. Ho lavorato tanto quest'anno, ho faticato e alla fine ho chiuso la mia esperieza con un bilancio economico magari un pò sotto le aspettative, ma con una crescita personale che mette tutto sotto una luce diversa. Oggi sono pronto per la stabilità, perchè oggi sono in grado di dare io colore alla mia vita, anche senza i mille scossoni di un lavoro difficile, di storie d'amore dalle mille complicazioni, di amicizie che vanno e vengono. Sono felice insomma e sono pronto a portare chi mi sta vicino in questa felicità... chi mi ama mi segua. E di persone che mi amano (in tanti modi, non necessariamente l'amore "classico") ne ho tante, ne ho avuto prove e conferme, mi sento sicuro anche di questo ora.
Ho lasciato il mio lavoro di quest'ultimo anno da meno di una settimana e ne sto cercando un'altro, mi prenderò un periodo di stabilità per potermi dedicare alle persone cui voglio bene e metter via qualcosa per poi realizzare i miei progetti. Ce l'ho un progetto, il bello è questo, anche se non ho chiari tutti i dettagli il progetto ce l'ho... voglio una famiglia. Non mi importa come e non so ancora con chi, ma se una volta smaniavo per un progetto grande, qualcosa che mi rendesse grande, oggi ho realizzato che mi sento già grande dentro di me e che mi basta qualcosa di normale (che poi dire che una famiglia è normale mi fa un pò specie, è qualcosa di speciale, ma si è capito il senso credo).
Non ho abbandonato del tutto i sogni, sia chiaro (i sogni "infantili", scrivere un libro, avere un negozio di giochi), non ho lasciato del tutto il ragazzo di un anno fa, ma oggi non sono più il mio obiettivo principale, ho messo i piedi a terra e ho capito che per i sogni serve prima una base solida, poi se i sogni si realizzano tutto bene, sennò basta guardare mia madre per capire che non sono i grandi sogni a renderti felice ma le piccole fatiche di tutti i giorni e le persone che hai intorno. Grazie mammina di avermelo fatto capire!! ^__^
Un abbraccio a tutti.
Paolo.
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mercoledì, 10 ottobre, 2007, 12:13
Ad uso e consumo i coloro che mi conoscono e seguono questo blog: ho perso tempo fa il cellulare e quindi tutti i numeri che avevo, chi non avesse ancora avuto modo di sentirmi nel frattempo mi mandi un sms col numero (magari ditemi anche chi siete nel frattanto XD) così vi riaggiugo alla rubrica. Il mio numero è sempre il solito.
Altra notizia è il mio arrivo a Parma. Mi sono trasferito qui nella speranza di trovare un lavoro a tempo pieno finalmente... ancora non è che ci sia moltissimo da dire, sono qua da due o tre giorni, semplicemente chi per qualche motivo non è stato salutato prima della mia partenza sappia che probabilmente è stato a causa dei milioni di inconvenienti che ho avuto nel periodo "organizzativo" di questo spostamento. Non ho ancora realizzato bene che sono davvero qui come "abitante", sono ancora un pò un turista, quando finalmente avrò davvero realizzato il tutto vi dirò anche come mi sento in questa nuova esperienza, nel frattempo dovrò accontentarmi di questa sottospecie di comunicato stampa che ho prodotto.
Un abbraccio a tutti.
Paolo.
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