domenica, 23 aprile, 2006, 01:46
A quanto pare essere me significa farsi seghe mentali inutili anche quando la scelta appare, a un ragionamento logico, semplice come bere un bicchier d'acqua. Ho un lavoro per le mani, non so quanto sia buono, ma è un lavoro eppure non so se accettare. Il fatto è che se accetto, almeno sulla carta, il lavoro mi impegnerebbe fino a fine settembre senza soste... insomma quest'anno niente vacanze. Il punto è che facendomi i conti in tasca so benissimo che quest'anno o si lavora o niente vacanze... ma allora dove sta il dilemma? Dovessi dare un consiglio a chiunque altro gli direi "accetta e poi ad agosto vedi se mollare il lavoro o mollare la vacanza". Il punto è che io non so se ne sono capace. Come fai da un giorno all'altro a dire al tuo datore di lavoro "Hey, me ne vado" e a sentirti a posto con la coscienza sapendo benissimo di farlo "solo" per una vacanza. Per quanto per me quei dieci giorni siano importanti (e diavolo, lo sono...) non riuscirei, credo, a sentirmi con la coscienza a posto.
Ovviamente c'è sempre l'opzione "rifiuta e tenta la fortuna", ma questo temo di non poterlo fare: lo devo ai miei genitori. Mi sono sempre ritenuto un buon figlio, anche in quelle occasioni in cui magari ho fatto meno di quel che potevo. In questo caso non credo d'avere molte scelte, sono solo due e in verità la scelta sarà effettiva solo ad Agosto, sarà in quel momento che dovrò scegliere tra le mie passioni e la mia "integrità morale". Certo, se in questi mesi il datore di lavoro si rivelerà uno stronzo sarà tutto facile, ma se invece fosse una brava persona? Cosa sceglierò? E' brutto pensare di doversi guardare allo specchio e dover prendere una decisione simile. L'unica cosa che so è che più cresco e meno crescere mi piace... eh si, lo so che è una banalità, ma mi chiedo se ci sia qualcuno per cui arrivare a vent'anni e trovarsi nel mondo sia stata un'esperienza TOTALMENTE positiva. E' una domanda che mi faccio spesso.
Paolo.
P.s. Se sto tizio non mi assume mi faccio davvero quattro risate... tutte ste seghe mentali per nulla. Sarebbe comico in un certo senso.
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giovedì, 20 aprile, 2006, 02:41
Oggi ho quasi picchiato Stefano... o forse lui ha quasi picchiato me. Non so come sarebbe finita se Paolo non si fosse messo in mezzo a fermarmi. Il punto è che non me ne frega gran che, mi sento una merda per aver perso il controllo. La discussione era una discussione come tante altre, ed era su una cazzata, ma in ogni caso era una discussione seria (nel senso che la stavamo PRENDENDO sul serio), lui soprattutto si stava alterando per i cazzi suoi. Io ero alterato, ma come al solito anzichè dare in escandescenze ho cominciato ad autoimpormi una calma ancor più rigida del normale. E' questo che probabilmente fa incazzare gli altri, il fatto che io faccia di tutto per (e a quanto pare riesca a) dare l'impressione che non me ne importi proprio un cazzo di quello di cui si sta discutendo (oddio, in verità stavolta davvero non me ne importava un cazzo perchè io la penso a modo mio e non avrei cambiato idea in nessun caso... però questo non significa che la situazione non mi facesse incazzare). Alla fine o faccio così oppure faccio esattamente come ho fatto stasera, perdo il controllo: e con le parole a volte si fa anche più male che coi fatti.
Insomma si discuteva, poi lui ha tirato fuori un commento su mio padre, nulla di offensivo, ma se si discute sul serio, se entrambi siamo alterati, non sopporto che persone a me care vengano tirate in mezzo, anche solo per sbaglio. Lì sono scoppiato... gli ho messo le mani in faccia, credo di aver provato anche a dargli un paio di testate (a pensarci ora mi fa quasi ridere d'averlo fatto). Paolo s'è messo in mezzo e lì piano piano ho riacquistato il controllo e la situazione s'è ristabilita: lui mi ha chiesto scusa per il commento, abbiamo ricominciato a discutere con più calma e dopo poco l'abbiamo chiusa lì. Amici come prima? Onestamente non lo so, esteriormente si, ma devo ancora capire bene se ho digerito la cosa o no. Ultimamente le discussioni sono sempre più frequenti, vediamo il mondo in modi diversi c'è poco da fare. Boh!? Questo ha poca importanza, è solo questione di stabilire dei binari, di capire che cosa si deve fare. Se il risultato deve essere non parlare di nulla di serio, beh, è una persona a cui con tutti i suoi difetti (e i miei, per carità) voglio comunque bene, quindi una conciliazione si troverà.
Di tutto questo mi rimane un mal di testa terribile e un malumore generale che durerà ancora per almeno qualche giorno. Spero che almeno una cosa sia stata messa in chiaro stasera: le persone a me care (amici o parenti che siano) devono rimanere fuori dalla discussione. Se dovesse ricapitare so che rifarei la stessa cosa che ho fatto stasera e non mi piace pensare che uno dei due si possa far male. Cazzo, di sicuro nessuno sarebbe andato all'ospedale, dopo i primi due o tre colpi a segno mi sarei fermato (ma si sarebbe fermato lui?), come è capitato tante volte con altre persone, ma non mi va nemmeno quello.
Ormai è fatta... ancora un pò per sbollire e poi vado a letto. Che serata di merda....
Paolo.
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mercoledì, 19 aprile, 2006, 14:40
Beh... siamo a buon punto. E' da un pò che io e Nico ci lavoriamo, ma ormai siamo a metà dell'opera (non nel senso che abbiamo cominciato bene, siamo proprio a metà). L'idea è venuta a lui, ma alla fine l'unico che gli dà una mano sono io, quindi ormai l'onore e l'onere sono divisi. Il salotto dell'Italia bene è quel salotto classico da casa italiana del ceto medio, possibilmente un pò in stile fantozziano (perchè la casa di Fantozzi era povera, ma aveva il salotto "da partita di calcio"). E' quel salotto in cui ti ritrovi tra amici, con la birra in mano, rutto libero (se siamo tutti maschi anche flatulenza libera), ma soprattutto il tifo... perchè quest'anno non ci siamo scordati che ci sono i mondiali e quindi ci prepariamo a dovere. Abbiamo piazzato playstation, subwoofer, lettore DVD/MPG4/MP3... insomma tutta la tecnologia disponibile in casa... sarà un salotto da favola... appena possibile vi faccio avere anche una foto. ^___^
Paolo.
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martedì, 18 aprile, 2006, 14:15
Sulla colonna di sinistra da oggi potete trovare due nuove rubriche: "La frase del Giorno" e "La frase del Giorgio". Come tutto il resto del blog anche quelle saranno aggiornate quando si può, senza impegno regolare.
Oggi mi sono alzato troppo tardi... male Paolo, male... in ogni caso ho almeno trovato il tempo di dare una pulita rapida al bagno e di portare giù un pò di biancheria da lavare. Maledetto tempo... facesse un pò di sole avvierei un'altra lavatrice, ma qui promette pioggia. Che palle!
Paolo.
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lunedì, 17 aprile, 2006, 19:25
In attesa che la lavatrice finisca il suo lavoro e che, di conseguenza, mi costringa a muovermi dalla mia seggiolina per stendere i panni mi prendo cinque minuti per fare un saltino qui.
Oggi giornata tranquilla. Vista l'occasione festiva ci siamo concessi una gitarella a Perugia. Partecipanti: io... e due coppiette. Lungi dall'essere stata una giornata pesante devo dire di essermi divertito. Abbiamo parcheggiato la macchina in culonia (località posta generalmente nel punto più lontano dal punto che è la tua destinazione) e ci siamo avviati a piede verso il centro. Ora, per chi non conoscesse Perugia, è necessario spiegare che il centro rispetto alla culonia (in questo caso un parcheggio a pagamento vicino alla stazione) si trova a un certo TOT di kilometri dal centro... tutto in salita. A un certo punto della camminata le infrastrutture cittadine ci sono venute incontro con quattro o cinque comode (quanto affollate) rampe di scale mobili che ci hanno consentito di mantenere un pochetto di energie. Abbiamo girellato un pò per il centro, pochino in verità, e poi ci siamo approntati per la ricerca di un posto in cui mangiare.
La prima "osteria" offriva un menù che partiva dai dieci euro... a piatto (ed erano gli antipasti!!). Immediatamente scartata la prima ipotesi Alessio ha adocchiato un cartello che ci indirizzava verso tale "Ristorante Pizzeria "La Botte"" che si trovava a circa duecento metri da dove stavamo noi. Fiduciosi ci avviamo verso la nuova scoperta che si rivela, a dire il vero insperatamente, molto molto molto azzeccata. Alla modica cifra di 12 euro a testa (insomma, coi tempi che corrono è davvero una miseria... in pieno centro poi!!) abbiamo mangiato primo, secondo e contorno. Porzioni giuste e ottima cucina. Consigliato a chiunque dovesse capitare in quel di Perugia. Avvertenza: andateci prima delle 13 (a noi è capitato di farlo per un puro colpo di fortuna), anzi meglio alle 12, perchè poi si riempie e trovate la fila fino fuori di gente che aspetta per avere un tavolo.
Il seguito è stato piuttosto breve, il tempo (fino a quel momento scuro ma comunque piacevole) si stava rovinando e quindi, dopo un caffè e una breve sosta ad un "bellavista" poco lontano, ci siamo riavviati verso le macchine per il ritorno a casa, con conseguente seconda kilometrica camminata.
La beffa è ovviamente arrivata a Siena, dove il tempo era stupendo.
Traendo le conclusioni di questa giornata devo dire che è stata piacevole sotto tutti i punti di vista tranne uno: mi sono reso conto di quanto mi manchi una donna accanto e del fatto che in questo momento non ci siano davvero donne papabili che potrei avere accanto. Le mie preferenze vanno, disgraziatamente, a qualcosa che in questo momento le condizioni non mi permettono di raggiungere... tutto il resto del panorama femminile che mi ruota attorno è calma piatta, anzi piattissima. Non voglio dire di più, sia mai che mi chiamo la sfiga addosso e poi non ho motivo di compiangermi, sono una persona felice. La mancanza di una relazione si fa sentire, ma non è certo la mia ragione di vita.
Notizia del giorno:
ho scoperto un concorso letterario per racconti brevissimi con scadenza il 20 Maggio e con un premio molto allettante. Un viaggio per due persone in una capitale europea!!!
Non sono riuscito a fare a meno di fantasticare di vincerlo e nemmeno sono riuscito a evitare di pormi già la domanda "chi porterei con me se vincessi?". Risposta: decisamente donna e decisamente una persona che sia divertente, ma soprattutto una persona che abbia voglia di muoversi e muoversi e muoversi... non sopporterei l'idea di portarmi dietro una pallosa che si lamenta ogni cinque passi e non mi va l'idea di portarmi dietro il classico amico che parte con te a caccia della gnocca. Finchè si scherza si scherza, ma se vado in vacanza all'estero voglio girare i posti, per le donne non avrei tempo, non posso permettermi una vacanza troppo lunga e il premio, mi pare, parla solo di viaggio, non di alloggio.
Se qualcuno si stesse chiedendo qual'è il nome del concorso si scordi che glielo dica, qualche info l'ho fornita, per il resto usate Google, la mia magnanimità nel cercarmi la concorrenza si limita a qualche consiglio. :p
Paolo.
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