giovedì, 1 giugno, 2006, 16:46
Visto che è da un pò che non scrivo, ho pensato fosse il caso di fare almeno un riassuntino della mia attuale esistenza.
- Oggi sono arrivato mezz'ora in ritardo al lavoro... mi è successo anche la settimana scorsa. Merda!! E dire che in genere (chi mi conosce lo sa) sono molto puntuale... due volte in due settimane non mi era mai successo. Stasera David (il mio capo) avrà una di queste due reazioni:
a) mi licenzia e poi mi uccide.
b) mi uccide senza licenziarmi.
Ha la tendenza a seguire l'istinto del momento e a occhio e croce, per quel poco che lo conosco, è così orgoglioso da non tornare facilmente sui suoi passi. Spero vivamente che l'istinto del momento non sia davvero di licenziarmi. ç__ç
- La padrona di casa probabilmente ci rinnoverà il contratto, non è ancora un 100%, ma siamo fiduciosi. Quel pulcioso di Agostino ha lasciato la casa (comportandosi da infame, ma questo è un altro discorso...) e forse sarà Alessio il suo sostituto. Ne sarei contento, ma purtroppo in questa casa l'indecisione regna sovrana e non si capisce che voglia fare la gente... speriamo che tutto vada bene e che alla fine si concretizzi tutto.
- Da Blockbuster le assunzioni sono state rimandate a Settembre, quindi ancora nulla è deciso, potrei anche essere assunto. Ho scoperto per caso qualche giorno fa che le assunzioni non erano state fatte e ieri mi hanno confermato la cosa, dicendomi che erano state posticipate. Beh... è una buona notizia, se David stasera non mi licenzia potrò tenermi questo lavoro fino a Settembre e poi sperare che mi assumano da Blockbuster. Tutto sommato le cose non vanno malissimo.
- Alessio insiste perchè ci provi con una mia collega. Lui dice che è perchè abbiamo un sacco di cose in comune... secondo me è solo perchè mi sente sempre lamentarmi del fatto che non ho una donna e vuole che io la smetta.
Fine delle notizie flash.
Paolo.
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giovedì, 18 maggio, 2006, 22:00
Partiamo dalle delusioni. Da Blockbuster non mi hanno assunto. Ci sono rimasto male, mi aspettavo un si, una chiamata. Sono molto competitivo a quanto pare, la domanda che mi ronza in testa è: cosa avevano gli altri più di me? Cosa mi mancava per essere assunto che loro avevano? Poi c'è da dire che questo rifiuto mi scombussola tutti i piani estivi e questo mi fa male: un'estate al lavoro, senza ferie e con la prospettiva che, comunque vada, a fine estate sarò di nuovo disoccupato, almeno per un pò.
E a deluderti a volte ci pensano anche le persone: una mia ex mi ha richiamato oggi, non ci sentivamo da due mesi, dopo una discussione conclusasi con lei che mi aveva quasi attaccato il telefono in faccia. Mi aveva chiamato per sfogarsi, ero pronto ad ascoltarla, ma con gli amici penso sia un obbligo dire sempre ciò che si pensa ed è ciò che ho fatto. Le ho detto cosa secondo me c'era di sbagliato in ciò che mi stava raccontando: lei non l'ha accettato. Con la telefonata di oggi si è probabilmente chiusa la nostra pseudoamicizia, nata sul mio senso di colpa per averla lasciata, sulle ceneri di un'amicizia che probabilmente aveva perso il suo motivo di esistere e su... beh... non so quale fosse il suo motivo per essere voluta rimanere mia amica, forse solo il bisogno di non vedermi uscire dalla sua vita, forse da altro... non importa, non voglio psicanalizzare lei, è già abbastanza brutto dover psicanalizzare me. In ogni caso la cosa deludente è il fatto di non soffrirne poi tanto, era tempo che finisse, siamo riusciti solo a farci del male in questi anni, troppe volte. Lei voleva una spalla, solo quello. Io potevo offrirle la spalla forse, ma non sono mai stato bravo a offrire metà del pacchetto, sono uno di quelli che si acquistano in confezione dotata di tutti gli optional, utili e inutili, piacevoli e non piacevoli. Forse non sempre è bello sentirsi sbattere in faccia i propri errori, le proprie mancanze: per me è una forma di rispetto oltre che un modo di dimostrare che ci tengo alle persone che mi stanno intorno. Sono fatto così, prendere o lasciare... lei ha lasciato, mi ha dato della carogna, ma soprattutto mi ha dato del moralista. Hey ragazzi, ma stiamo scherzando? Carogna forse, moralista no eh! Mi offende! Voi mi conoscete... vi sembro un moralista? (chi legge e non mi conosce può sentirsi libero di rispondere a casaccio XDDDD).
Inappetenza: ultimamente mangio poco, roba degli ultimi due o tre giorni. Torno a casa stanco dal lavoro (più mentalmente che fisicamente, visto che alla fine molto del tempo lo passo a non fare un bel nulla, colpa dell'ancora scarsa clientela), non ho voglia di cucinare. Stuzzico qualcosa, ciaccio un pò col telecomando o col Pc, se sono proprio in vena faccio una partitina con la playstation e poi nanna. Da un lato questa vita ha i suoi vantaggi, apprezzo di nuovo alcuni piaceri che avevo perso di vista, a volta anche solo il fatto di uscire, di stare con gli amici o l'effetto rilassante (anzichè solo antinoia) di un bel videogioco. Dall'altro lato non lo so, semplicemente mi manca la libertà di fare tutto e il contrario di tutto. I provetti lavoratori non si sentano presi per il culo dalle mie parole, so benissimo che in gran parte è semplicemente la vita normale di una persona normale, ma devo ancora farci (o rifarci) l'abitudine.
Paolo.
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sabato, 13 maggio, 2006, 17:00
"Non credo che le persone siano fatte per stare sole. E' per questo che se trovi qualcuno a cui tieni sul serio devi lasciar perdere le cose di poco conto, anche se magari non riesci a mollare del tutto. Perchè niente è peggio di sentirsi soli, pur avendo un sacco di persone attorno." Scrubs, puntata 18 della seconda serie.
Paolo.
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mercoledì, 10 maggio, 2006, 00:55
Ho appena finito di leggerlo, il "nuovo" libro di Fabio Volo. Dopo "E' una vita che ti aspetto", che già mi era piaciuto moltissimo, anche questo libro mi ha davvero emozionato: sul finale, diciamo nelle ultime 50 pagine, ero già lì indeciso se desiderare che finisse per poter venire qui a scrivere qualcosa oppure se desiderare che continuasse per sempre. E' un libro che parla d'amore, d'amicizia, di uomini, di donne, di "miracoli" e soprattutto parla della felicità e della strada che un uomo (Michele) percorre per trovarla. Non so se il libro sia davvero una storia da prendere sul serio, non so se sia di quei libri che puoi dire "le cose potrebbero davvero andare così", perchè magari tutto quello di cui si parla non funzionerebbe al di fuori dell'immaginazione dell'autore. Nonostante questo non riesco a fare a meno di desiderare che il mondo sia proprio come Volo lo descrive, pieno di sfumature nascoste. Ora come ora non ho intenzione di fare quel "salto" che il libro cerca di raccontare, non ho intenzione di "buttarmi per cadere verso l'alto", ho ancora bisogno della mia sedentarietà e della mia sana, cara, vecchia, abitudinaria vita.
Verso la fine del libro mi sono commosso molto, è stato davvero emozionante, scene che mi hanno toccato molto a fondo. Devo dire che è un lato di me che mi piace tantissimo, la facilità con cui mi emoziono, la semplicità con cui mi apro a ciò che cerca di toccarmi nel profondo: un libro, una canzone, un film, una persona... non importa chi o che cosa, importa solo il risultato. Mi piacerebbe che fosse un lato più apprezzato di me, sono convinto che molte persone, se lo dicessi, mi guarderebbero come se fossi matto.
La domanda che mi sono posto più spesso durante la lettura è se io sia mai stato davvero felice in vita mia: è una domanda che ci siamo posti tutti, credo, prima o poi... il libro parlava di felicità, che dovevo chiedermi? Come fare i cappuccini domani? In ogni caso non ho ricordato tantissimi giorni di felicità vera, intensa, completa. Parlo di quella felicità senza picchi, ma stabile, che magari dura anche un solo giorno, ma ti tiene per tutto il giorno appeso alle stelle e quando se ne va non ti lascia spossato per la troppa emozione, ma semplicemente sereno e rilassato, capace di godere anche solo di un soffio d'aria fresca sulla pelle.
In ogni caso, voto finale al libro 9,5.
Ora scappo a nanna. Paolo.
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lunedì, 8 maggio, 2006, 20:28
Per la serie "quando troppo e quando nulla". Oggi mi hanno chiamato dal Blockbuster (a cui ho mandato un curriculum alla fine di Novembre) per un colloquio. Sottolineo che sfiga, nel titolo, è messo tra virgolette, proprio perchè in realtà di sfiga non si tratta. Venerdì alle 11 andrò a parlarci un pò e a sentire quali sono le condizioni di lavoro che mi propongono (durata del contratto, stipendio etc.).
Lavorare da Blockbuster sarebbe un sogno per me (o quantomeno, un sogno rispetto al mio attuale panorama di offerte lavorative) e ovviamente nulla mi può vietare di mollare il lavoro che svolgo attualmente adducendo come motivazione (ovviamente razionale e comprensibile) un'occasione lavorativa migliore di quella attuale. Il problema è il mio datore di lavoro... è una persona squisita e lo sono anche i suoi familiari (che gestiscono il bar assieme a lui e che quindi ho subito conosciuto) e mi dispiacerebbe davvero mollarlo di punto in bianco. Certo, le necessità sono necessità, so benissimo che se dovessi raccogliere questa occasione non potrebbe biasimarmi, ma io mi sento in colpa già solo ora che vado a fare il colloquio. Figurarsi come mi sentirò se per caso il colloquio fosse positivo e dovessi ritrovarmi a mollare il mio attuale posto.
Sono paranoie stupide, credo. Forse ho il cuore troppo tenero, non saprei. So solo che il mio stato d'animo attuale è... non lo so, mi sento come se in un certo modo lo stessi tradendo.
Mah.
Paolo.
P.s. dimenticavo di spiegare... ho chiamato "sfiga" questo intervento riferendomi al fatto d'aver ricevuto questa chiamata ora e non, che ne so, un paio di settimane fa. Dopo mesi di attesa per quella chiamata (ovviamente gradita, nonostante sia arrivata ora e nonostante le pare) hanno chiamato proprio ora che avevo trovato lavoro. Ma non potevano chiamare prima o aspettare un pò? Vabbè... è la "sfiga" che colpisce... c'è poco da fare.
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