Odissea. 
mercoledì, 9 agosto, 2006, 00:40
Oggi giornata infernale. Per migliorare la comprensione degli eventi odierni riassumo quelli dei giorni precedenti:
Sabato scorso (non quello appena passato ma quello ancora precedente) mi sono chiuso una mano nella porta, sorvolo sui dettagli del come perchè non sono importanti. Con la mano in quelle condizioni sono andato al pronto soccorso che mi ha liquidato con un naturalissimo "nulla di grave" dopo una radiografia di controllo. Sono andato a lavorare lo stesso nonostante le grosse limitazioni all'uso della mano destra e al terzo giorno in quelle condizioni il mio capo mi ha gentilmente (e con sacrosanto diritto) obbligato a tornarmene a casa perchè "in queste condizioni non mi servi a un cazzo". Sempre dolce il caro David, ma questo non è un problema perchè ci sono abituato.
Considerata la strana natura del mio infortunio e l'assoluta impossibilità a dimostrarne la reale esistenza devo ammettere di essermi fatto mille seghe mentali con in mente il pensiero "saranno convinti che faccio finta?". Io ci tengo alla stima delle persone, forse troppo.
In ogni caso in data 3 agosto vado a farmi controllare di nuovo la mano al pronto soccorso, dove il medico mi diagnostica una limitazione funzionale e mi prescrive 7 giorni di riposo.
Non ho mai lavorato prima d'ora sotto contratto, quindi premetto la mia assoluta ignoranza in materia di INPS, INAIL e via dicendo. Lunedì torno al lavoro e scopro che in realtà non posso starci a causa del mio certificato medico. Io pensavo semplicemente "sto bene, torno a lavorare": odio la burocrazia. Vado dunque a parlare con un tizio alla confesercenti che si occupa dei rapporti tra me e il mio capo, il quale dopo un pò di casino mi conferma che non ci sono problemi in quanto non si tratta di infortunio sul lavoro ma a casa, basta solo un certificato di guarigione. Sembrerebbe la cosa più facile del mondo... ma lo è? No!!
Arriviamo a oggi:
- con l'intenzione, visto che sto bene, di tornare al lavoro un giorno prima del dovuto decido di andare a fare sto certificato, per essere domani operativo. Dietro consiglio ricevuto dal tizio della Confesercenti vado alla INAIL e all'ambulatorio mi mandano subito in amministrazione dicendomi che la mia pratica non è stata ancora aperta. Con in testa l'inespressa domanda "ma di che pratica parla?" salgo su e dopo la fila di quasi un'ora mi sento dire che sono nel posto sbagliato perchè all'Inail si va per gli infortuni sul lavoro. Vai all'INPS.
Ok, dopo lunga camminata arrivo all'INPS e anche qui faccio la mia bella fila di un'oretta per poi sentirmi dire: "questi certificati noi non li facciamo. Devi andare al pronto soccorso o dal tuo medico curante (che per inciso sta a Pisa)".
Prendo l'autobus, sto un pò a casa e nel pomeriggio vado a sto benedetto Pronto Soccorso (previa fermata al lavoro e aggiornamento della situazione al mio capo). Cosa mi sento dire? "Noi non possiamo fare questi certificati, devi andare dal tuo medico curante o dalla guardia medica." Quest'ultima è aperta dopo le 8 a Porta Romana. Per me che sono appiedato è già un problema in se arrivare a Porta Romana, ma poi dopo le 8!! Ok, forza e coraggio. Prendo l'autobus e ci vado, con un pò di fortuna riesco anche a calcolare i tempi di andata e ritorno in modo da non perdere troppo tempo ad aspettare gli autobus notturni che sono pochissimi e radi.
Arrivo dopo lunghissima camminata (dalla fermata dell'autobus è comunque molto distante) alla GUardia Medica dove la dottoressa, una persona squisita almeno, mi dice che purtroppo non può aiutarmi perchè non può certificare che sono guarito se lei non mi ha mai visto malato. Ci mancherebbe, ha ragione, lei rischia il culo se fa certificati a casaccio. Non me la prendo troppo e dietro suo consiglio torno al Pronto Soccorso per la quarta volta in poco più di una settimana.
Qui finalmente mi viene spiegato l'arcano (e notare che erano quasi le 23:00), almeno pare. Il certificato non me lo fanno lo stesso, ma mi consigliano di ottenere una copia del certificato (intelligentemente tenuto dal tizio della confesercenti che, per colmo di sfiga, proprio da oggi è in ferie) e poi tornare con quello alla guardia medica per ottenere finalmente il sospirato documento in modo da poter essere da giovedì operativo sul lavoro, come previsto dalle iniziali condizioni del mio certificato.
Spero che domani vada tutto liscio, mi sento così una merda nei confronti del mio capo che non sopporterei altri problemi. Il fatto è che questo infortunio, come ho detto all'inizio, era già difficile da dimostrare a un non-medico vista l'assoluta assenza di sintomi evidenti (a parte il fatto che tenevo il dito in posizione decisamente innaturale rispetto a una persona che sta bene) e poi questa serie di "disgrazie", dovute fondamentalmente alla mia ignoranza in materia. E' stato tutto così vero da sembrare finto: misteri della vita.
In tutto questo mi sono anche sentito fare una pre-ramanzina da una delle mie datrici di lavoro (sono due socie del capo, minoritarie, con le quali ho stretto un rapporto più amichevole che lavorativo, ma che comunque, nel loro interesse, non mancano di farmi notare le mie mancanze tentando però allo stesso tempo di aiutarmi a migliorare). Pare che il mio impegno sia calato. Se è vero non me ne sono accorto. Pare anche che il mio umore sia fonte di fastidio per David, che poi è quello che stacca gli assegni e funge da figura direttiva in virtù del suo 80% nella società, e per i suoi "consiglieri". Questi consiglieri in realtà non c'entrerebbero un cazzo col lavoro, ma pare che David ne subisca almeno in parte la sudditanza psicologica (trattasi di fidanzata e mamma... un pò lo capisco). Capirei se mancassi di sorridere ai clienti, ma, come ho già detto qualche intervento fa, sono convinto di non mancare quasi mai di farlo. Insomma in quest'ultimo mese abbondante dovrò cercare di dare più del massimo se voglio sperare di passarlo in tranquillità. Di sicuro non temo il licenziamento visto che alla fine non ho mai fatto danni di nessun genere e che in un modo o nell'altro, anche quando non faccio tutto bene, riesco sempre a dare almeno il sindacale. Non lo faccio apposta, ho semplicemente i miei limiti. Come barista ok (anzi mi ritengo decisamente bravo), come cameriere da ristorante sono penoso, non ho la concentrazione adatta e anche se mi sforzo di fare meglio non sempre ci riesco. Arrivo a festeggiare internamente ogni volta che faccio una giornata senza sgridate.

Un messaggio per coloro i quali dovessero pensare, leggendo queste pagine, che sono un lamentoso:
- avete ragione, lo sono, mi lamento sempre, è la mia fonte di sostentamento, un modo per tirare avanti senza impazzire e senza scaricare poi il mio malumore trattando male il primo che passa. Cosa che sistematicamente accade se non mi sfogo con qualcuno lamentandomi, anche solo per raccontarlo.
- queste pagine, in ogni caso, sono ancora più eccezionali considerando che le sfrutto principalmente come via preferenziale di sfogo (specie quando, come oggi, non posso spiattellare tutto ad Alessio che, da buon amico quale è, mi ascolta sempre anche se a volte vorrebbe accoltellarmi per quanto sono pesante).
Insomma non giudicatemi male. Io ci tengo alla stima delle persone, forse troppo.

Paolo.

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Vecchi cimeli... e nuovi arrivi. 
domenica, 6 agosto, 2006, 12:34
A proposito di vecchie console io ho ancora un Atari funzionante, una bestiolina che probabilmente è ancor più vecchia del Commodore 64. Apparteneva a mio padre e ricordo di averci giocato la prima volta quando avevo... non so, forse quattro anni. Ho un gioco di basket in cui i due personaggi (solo due) in gioco, sono un ammasso di quadratini e il canestro, anzi i due canestri, sono semplicemente due rette in incrociate. Nonostante il mio affetto per questo piccolo cimelio, io non smetto di aspettare la PS3... e con ansia!! Io ho il "metacarpo del pendolare"* fin dai tempi dei primi videogiochi portatili della GIG (l'allora concorrente di Giochi Preziosi, che oggi mi pare scomparsa). Avevo quello del ninja e un'altro che però non riesco a ricordare, probabilmente ci ho giocato meno. Erano giochini con lo stesso livello tecnologico di un orologio CASIO degli anni '80, ma che erano in grado di trattenere un bambino di 6-8 anni, come ero io allora, per ore e ore di gioco. Non esisteva la possibilità di salvare i progressi... se lo volevi finire dovevi starci attaccato e sperare che la mamma non ti chiamasse per la cena proprio mentre cercavi di abbattere il penultimo boss. Se ti chiamava durante l'ultimo era un problema relativo, bastava dire il fatidico "aspetta un attimo" che poi si protrae per venti minuti... ma durante il penultimo significava che, comunque andasse, non avresti terminato la partita. Guai a me se provavo a portarlo a tavola!!

Tornando a console più moderne ho scoperto oggi qualche novità sull'ormai "imminente" uscita della Ps3, prevista in Europa per il 17 novembre, in contemporanea con gli USA e appena una settimana in ritardo rispetto al Giappone. Saranno messe in commercio fin da subito due diverse versioni, una con HD da 20 Giga e l'altra con HD da 60 Giga: in realtà la versione "economica" avrà in meno dell'altra anche un paio di porte, ma non ho ancora ben capito la loro funzione, mi sto documentando. Il costo si dovrebbe aggirare sui 500 € per la versione base e un centinaio d'euri in più per quella "full optional"... sarà poi da vedere sei quei cento Euri sono spesi bene o male, ma propendo, a occhio, per la seconda ipotesi. Sarà retrocompatibile con i vecchi giochi, anche se non sarà possibile utilizzare i vecchi salvataggi senza l'ausilio di un adattatore e bisognerà quindi "accontentarsi" di ricominciare il gioco da capo o spendere qualche soldino in più (da regalare cmq alla Sony, che produrra l'adattatore ufficiale).
Non mi dilungo in dettagli tecnici che io stesso non sono in grado di capire al 100% e mi limito a dire di aver visto alcune immagini niente male. In più, se confermerà le mie aspettative, ho già scelto il primo gioco da mettere in lista d'acquisto: si tratta di "Assassin's Creed", un gioco di ambientazione mediorientale che sembra promettere un sistema di gioco davvero interessante. Potete trovarne una descrizione su Evereye.

Paolo.

* Il "metacarpo del pendolare" è meglio descritto nel post di Vlad che ha ispirato il mio e che potete trovare linkato se cliccate su "riferimento" in basso.

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E le immagini? 
sabato, 5 agosto, 2006, 13:49


Considerando che mi sono accorto della carenza di immagini in questo blog ho deciso di omaggiarvi con una delle mie preferite tra le opere di una giovane artista svedese che, a quanto mi racconta Alessia, è già considerata una maestra del suo campo: Linda Bergkvist. Nel riferimento potete anche trovare un link al suo sito, veramente bello!

Paolo.

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Ti voglio bene. 
mercoledì, 26 luglio, 2006, 01:35
Con tutti i tuoi difetti e le tue mancanze, nonostante tutti i disastri che sei capace di combinare. Anche se sei la persona meno responsabile che conosco. Anche se manchiamo spesso di dimostrarci l'affetto che proviamo.
La vita non ti ha regalato nulla, sei stato capace di gettarti in pasto ai casini un sacco di volte e quando per impegno o per caso ne sei stato lontano, i casini sono sempre venuti a cercare te, più grossi e più cattivi di quelli che tu ti sei creato da solo. Se proprio vogliamo fare i calcoli direi che nonostante il tuo modo di essere hai avuto molte più sfortune di quelle che meritavi; purtroppo la fortuna non sembra decisa a voler saldare questo debito. So di avere poche speranze di riuscirci, ma questa promessa voglio rimanga scritta da qualche parte, non voglio scordarla... quel debito, prima o poi, spero di poterlo saldare io.
Il sangue è un legame che non si può rinnegare, caro Babbo, nonostante tutto, ti voglio bene.

Paolo.

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Bisogno di... fresco? 
domenica, 23 luglio, 2006, 15:32
Che sia solo il caldo ad avermi causato questo calo mi pare strano, ma è evidente che l'improvviso aumento delle temperature e il peggioramento del mio umore hanno coinciso. E' un periodaccio e il lavoro, con questi bollori, sta diventando insopportabile. Di pari passo io divento sempre più insofferente, mi lascio condizionare da dettagli sempre più piccoli: figuriamoci poi se sopporto quelli grossi!! E' un martirio, non tanto a livello fisico (per quanto anche da quel punto di vista io stia risentendo molto dell'afa), ma soprattutto a livello psicologico. Faccio un turno che già di per se è duro (c'è chi sta peggio, ma non mi consola), so quando inizio ma non so mai quando finisco, il che mi impedisce di organizzare qualsiasi cosa per il dopo-lavoro. La mattina (e giustamente) ho sonno e dormo, mi rimangono libere solo le ore peggiori, quelle tra mezzogiorno e le cinque del pomeriggio. C'è un caldo terribile, non c'è un negozio aperto, non c'è nulla in televisione (mi sto ritrovando ad accogliere Dragonball come un evento clou della mia vita, nonostante abbia già visto tutte le puntate almeno due volte). Non ho tempo nè voglia di fare assolutamente nulla. Se prima l'atteggiamento (comunque fastidioso) di David, con la sua tendenza a farti passare per un idiota qualsiasi cosa tu faccia, mi lasciava quantomeno indifferente. Attualmente con l'umore che mi ritrovo sta diventando insopportabile. La cosa che odio di più è che viene a parlarmi proprio a due centimetri dal viso, con una ghigna da cazzotto in bocca. Io sono cresciuto in un posto (e non è che me ne vanti) in cui avvicinarsi a quel modo significa solo due cose: o stai palesemente scherzando oppure è il preambolo di una rissa. Continuo a sottolineare di non farmene un vanto, ma certe vecchie abitudini sono due a morire; così come è duro a morire il prurito alle mani che sento ogni volta che fa così. Ieri è arrivato a rimproverarmi perchè sono sempre scazzato, cosa che è vera ma che non mi condiziona assolutamente nel rapporto con i clienti, ai quali dedico sempre un sorriso e quando è possibile una battuta... in parole povere il mio stato d'animo esula completamente dai cazzi suoi. Se sono scazzato, triste, depresso, o qualsiasi altra cosa sono solo ed esclusivamente cazzi miei. Purtroppo mi servono soldi e non mi posso permettere di mandarlo in culo, mi tocca accampare le mie scuse (cosa che mi fa sentire vilmente patetico) arrossendo un poco per mascherare la rabbia con l'imbarazzo. Ho deciso, più o meno in questo istante, che mi cercherò da subito un'altro lavoro... ho bisogno di qualche stimolo nuovo, altrimenti appassisco.
Su tutti gli altri fronti c'è calma piatta, anche troppo. Un pò per la mancanza di tempo di cui parlavo prima, un pò per la nostra natura di pantofolai (parlo di me, Alessio, Andrea e del resto del gruppo insomma), un pò per impegni vari di ciascuno, il risultato è che si finisce sempre a fare le solite poche cose. Piacevole variazione è stato il tentativo tennistico della scorsa settimana, non tanto perchè io abbia particolarmente apprezzato questo nuovo sport, ma più che altro perchè finalmente si è fatto qualcosa di diverso... ci voleva, anche se il risultato non è stato perfetto, ci voleva proprio.
Oggi termina la mia settimana nostalgica, spero che domani non ne cominci un'altra.
Ho decisamente bisogno di una scossa... e che ritorni il fresco.


Notizia positiva, almeno una, lasciata in fondo per darle un pò di risalto e non mescolarla nel mio lamentoso sproloquio: non conosco esattamente le modalità perchè credo se ne sia occupato Alessio, ma a quanto ho capito il 10 di Agosto vengono a trovarci Simo e Vale, con l'aggiunta di Giorgio che ci raggiungerà appena può... insomma almeno avremo un pò di vitalità in casa. Speriamo che almeno loro siano in grado di risollevarmi dal mio stagnare apatico, ci vorrebbe un bel raduno come ai vecchi tempi, ma ho sempre più la sensazione che quei tempi siano un pò morti: per fortuna le amicizie che si sono create si sono anche cementate al di fuori dell'ambiente "telematico", ma quell'appuntamento semicostante e quella ventata fresca che portava il conoscere sempre gente nuova non può che darmi un senso di nostalgia. Continuo a dire però che sono fiducioso, come al solito: la visita augustina porterà sicuramente un pò di... fresco. Poi la vita "vera" riprenderà a settembre-ottobre ed allora si vedrà.

Paolo.

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