Cari "compagni", non solo il comunismo è anacronistico quanto le svolte autoritarie della rifattissima Santanché; ma come lo professate voi, o paladini dell'aria fritta, non si è proprio mai visto...ed ecco il motivo per cui i 'vostri' voti sono trasmigrati verso i più concreti lidi della Lega.
La Lega Nord, ben lungi dall'essere perfetta con i suoi Borghezio e Calderoli, è a differenza vostra, un partito che sa cosa vuole, si propone obiettivi solidi e, seppur complessi, raggiungibili.
Non parliamo di 'voti di protesta' o di momentanea confusione, non adduciamo colpe inesistenti a Veltroni....davvero, ci perdete solo la faccia.
In cinque anni di governo Prodi l'Italia ha corteggiato la recessione, ha aperto le frontiere ad assassini, stupratori, ladri e più in generale, ad ogni tipo di rifiuto della società proveniente da Albania, Romania, ex Jugoslavia ecc ecc.
Il buonismo imperante, la magistratura lassista ed i politicanti corrotti hanno fatto della nostra terra la sgualdrina d'Europa, il paese in cui commettere reati non comporta nessuna pena, in cui investire innocenti conduce alla fama, allo sballo, ad un posto in televisione.
Abbiamo reso i vari Corona e Lele Mora i nostri miti, abbiamo indossato con onore le loro griffe mentre una città fra le più belle del mondo annegava nella propria sporcizia finendo sui giornali in ogni parte del globo come esempio di degrado.
Uno stato, una nazione, una società devono essere soggetti ad un qualche tipo di regolamento per tutelare i cittadini, altrimenti studentesse verranno picchiate, violentate, accoltellate; Bambini trasformati in bulli, in alcolizzati, in drogati; vecchietti uccisi per la pensione e così via.
Potrei continuare all'infinito con quest'elenco di atrocità, potrei parlare per ore delle vittime e dei colpevoli che camminano ancora liberi fra noi.
Perchè stupirci se nel caos, se nella regressione al Medioevo e nella mancanza di giustizia la gente ha votato Lega?
"Compagni", tornate a stringere rose, a guardare arcobaleni e a picconare vogue; adesso tocca ad altri governare il paese e speriamo siano migliori di voi.
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( 3 / 49 )Domani ci sarà il funerale della nonna.
Mi sento triste ma è una tristezza impersonale; so poco di lei, tutto dei viaggi ,dei trasferimenti, della malattia...ma LEI chi era?.
Lo ignoro e mi turba non averla realmente conosciuta, non puoi piangere per ciò che non conosci ed io ho gli occhi asciutti
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( 3 / 51 )Ebbene si, sono ancora viva anche se a giudicare dalla frequenza delle news non si direbbe....
Ma siate comprensivi, è primavera, il cervello va a viole ed il corpo lo segue con preoccupante abbandono; spero solo di avere finalmente un po di tempo da dedicare a BH, e agli esami naturalmente (note to self: rivedere ordine priorità).
Cambiando argomento, è in libreria "Gli Ultimi Guardiani", il tomo conclusivo della saga russa iniziata con "Night Watch" (vedi post precedenti). Per adesso non credo lo comprerò, preferisco aspettare la versione economica, 370 pagine a 17 euro non sono esattamente il massimo della convenienza
Tanto per saltare di palo in frasca (tanto questo post è gia assurdo e sconclusionato)non pensate che Erikson in "Midnight Tides"abbia confuso le acque con l'inserimento di Sandalath Drukorlat? il nome farebbe pensare ad un rapporto di maternità con Korlat, avvalorato dall'accenno ad una 'figlia che ha seguito Anomander Rake...' però non avrebbe senso parlare soltanto di una figlia quando dovrebbe averne 3: Serrat, Korlat e il sempre sottovalutato Orfantal.
A meno che i rapporti di parentela fra i Tiste Andii non siano considerati alla stessa stregua di quelli umani, mi spiego: Korlat e Orfantal potrebbero non essere fratelli in quanto aventi gli stessi genitori, ma per aver condiviso il sangue di Tiam, o perchè i genitori di uno erano imparentati con quelli dell'altra o ancora perchè entrambi appartenenti allo stesso quadro di maghi-sicari come la defunta Serrat....
Un caos, vero?
è per questo che amo Erikson!!!
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( 3 / 64 )G.R
Let me share with you this tale;
I was sick ,
but my illness didn’t belong to the body,
It belonged to the mind.
I was caged
But the walls of my prison were made of glass,
Steel and gold.
I was rich, handsome and famous,
Yet I was friendless, jaded and hateful.
So I quit it all ,
Leaving my previous life behind
Trying to change, to build a new existence ….
I failed.
I lost .
I died.
Longing for the lack of restrictions , for the unlimited freedom of mind,
I found the ultimate chains,
The chains of guilt .
My son is now fatherless,
My wife has remarried .
Let me share with you this tale,
Let me cry for a while
Because in death we all are the same:
Guilt ridden and silent.
Da dove è uscito un pezzo così tragico? Sorry, No Idea
stavo cercando di scrivere la conclusione del capitolo di Ur ed è venuta fuori una sottospecie di ballata/drammone.
Di questo passo diventerò vecchia prima di finire il mio libro!! (Ah, ma tanto fa schifo
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( 3.1 / 51 )Ho appena terminato il libro: "I Guardiani della Notte", del russo Sergej Luk'janenko.
Ne avevo sentito parlare talmente male (specialmente a causa del film) che mi aspettavo una Troisi in veste moscovita; invece mi ha sorpresa un libro piacevole e veloce che si legge in poco tempo e lascia alcuni spunti di riflessione interessanti sull' eterna diatriba se Il fine giustifichi davvero i mezzi.
La guardia della notte (per intenderci: I Buoni) e
La guardia del giorno (i Cattivi) hanno metodologie simili ed il medesimo obiettivo: prevalere sull'avversario e mantenere l'equilibrio delle forze del bene e del male.
A questo punto l'autore ci confonde utilizzando il punto di vista di un guardiano della notte, Anton, che racconta le sue missioni sul campo ed i suoi incontri con i membri dell'altra guardia.
Anton stesso appare sorprendentemente privo di libero arbitrio ,al contrario degli avversari,e a fine libro piuttosto amareggiato poichè loro, il bene, spesso usano se stessi in maniera implacabile, senza offrirsi possibilità di scelta, sacrificandosi senza essere volontari ma pedine nelle mani della luce mentre la controparte utilizza come arma la pura e semplice verità non coprendo la realtà con una maschera di bellezza o bontà ma accettandola con tutti i pro e contro, le bellezze e le brutture della natura umana.
I dubbi di Anton però svaniscono nelle ultime pagine (non dirò come per non rovinare la lettura a qualcuno ^^)e il giovane ritrova la sua fede sebbene sia stato ferito fisicamente, mentalmente e moralmente dai complotti dei suoi superiori.
Il confine tra giustizia e torto, tra spirito di sacrificio e crudeltà è davvero sottile in questo libro che si merita un buon
7e 1/2
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( 3.2 / 67 )Visto l'altroieri il film dei Simpson....sto ancora sghignazzando . Bella l'idea della cupola, la scelta random del presidente (Buste da 1 a 5 lol ...ricodava la Wind), la pubblicità con Tom Hanks e parecchie gag comico/satiriche in puro stile simpson.Peccato che si vedano poco Mr Burns e Smithers, quella sarebbe stata la ciliegina sulla torta.
Voto: 3/5
p.s
Sul sito ufficiale del film è possibile creare il proprio avatar stile simpson....io l'ho fatto

mi dicono sia molto somigliante.
In questi giorni non ho assolutamente tempo libero, per questo la mia creatività (maledetta!!
E mi dico 'STUDIA CRETINA, STUDIA!'...
l'argomento è la caduta dai cieli, la perdita della grazia e ovviamente le leggende sull'origine dei Nephilim.
Buona lettura.^^
LIGHTBRINGER
"Si dice che nel cuore della prima, rovente estate del mondo battaglia infuriasse sulle praterie della terra e nei campi immensi dei cieli; e che il diavolo, chino sul corpo della sua amata, abbia per la prima e unica volta pianto.
Naturalmente è una leggenda, e come tale priva di qualsivoglia fondamento o riscontro nella realtà;
poichè, ricordiamocelo signori, l'era dei miti è morta da un pezzo.
E non è possibile riesumarla."
Royal T. Lyndon
una lezione al Badfury College
L'uomo non si mosse neppure quando l'ombra carminia del suo secondo lo sfiorò, oscurando la luce della luna.
La voce morbida di Belial si levò, avvolgendolo con un calore ed un affetto che per una volta non riuscirono a raggiungere la sua anima greve.
"Mio Signore, la battaglia è vinta".
Il capo aureo chino sulla spalla fredda della donna non si levò e colui che aveva osato sfidare Dio per orgoglio, per rabbia, vanità e superbia chiese in un sussurro vellutato:
"Cos'è quest'umidità che scende dai miei occhi, Belial?".
Il compagno si inginocchiò al suo fianco, ripiegando le grandi ali rosse come uno schermo, una protezione attorno a loro che li isolasse dal tempo implacabile e dall'azione inevitabilmente richiesta.
L'armatura scarlatta schricchiolò e le punte deformate dal calore e annerite dal fuoco nemico scalfirono dolorosamente la sua carne immortale quando l'angelo caduto protese una mano per toccare la spalla del suo principe.
"Sono lacrime, Padrone. I figli dell'uomo affermano che quando il corpo, il cuore o l'anima vengono feriti gli occhi producono quest'acqua salata".
La chioma luminosa si sollevò lentamente, separandosi come una cortina d'oro, svelando un volto dalla bellezza terribile, spaventosa nella sua pura perfezione.
Belial avvertì in pieno l'impatto dello sguardo di lui, come se una forza immane lo schiacciasse; si sentì nudo, esposto al giudizio di quegli occhi argentei crudelmente innocenti, magnetici, umidi.
"Dunque è questa la sofferenza?".
Chiese pensoso il serafino.
Belial gli sfiorò una guancia aurea e raccolse sul polpastrello una lacrima, sollevandola verso i raggi lunari.
"Così piccola, così dolorosa; si mio Principe, il vostro cuore ferito sanguina questo sangue incolore".
"E tu dici che la battaglia è vinta? questo sale non parla di vittoria, solo di morte. Il mondo è vuoto ed il cielo è caduto. Va a festeggiare con i tuoi fratelli, amico mio, e lasciami assaporare la novità del sentimento".
Le ali carminie si ritrassero e l'angelo rosso spiccò il volo, dirigendosi verso est, dove il mattino gia scacciava le ombre lunari e l'esercito vittorioso assaporava per la prima volta il gusto dolceamaro della libertà.
Gli occhi del colore acceso del tramonto, nel viso pallido e stanco si abbassarono un'ultima volta sulla prateria cosparsa di cadaveri.
Ali bianche, ali nere e di ogni colore esistente.
Ali spezzate, insanguinate, infangate ovunque il suo sguardo si posasse.
E fra i corpi degli alati, uniti nella morte, gli alleati umani, pallidi, quasi incolori in confronto a loro, e così fragili...ma intensi; come i sentimenti.
Le ciglia di rame velarono lo sguardo acuto come una benedizione, sfocando il panorama di morte.
Solo una luce brillava, solo una vita risplendeva laggiù, con la forza del sole e l'ineluttabilità del destino.
La loro guida nel buio.
"Siamo figli senza padre, resi orfani dalle nostre stesse mani, smarriti, ebbri di libertà. Abbiamo bisogno di te".
Nella sua mano serrata la lacrima di un immortale si era cristallizzata, solidificandosi in una pietra più dura del metallo, trasparente....luminosa.
Gli uomini nei millenni successivi l'avrebbero chiamata Diamante.
...
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